 | 👉Intervista a Savina Longhi che presenta ai lettori il libro "Una valigia mi ha portato lontano" (Aletti Editore)
Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “UNA VALIGIA MI HA PORTATO LONTANO”. Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
Risposta - L’argomento ricorrente è sicuramente l’amore per il viaggio: vivere un paese dall’interno, trovare lavoro e fermarmi. Il viaggio in questione si è svolto in tre tappe: l’amore per due paesi, un uomo e me stessa. Tre storie d’amore diverse e uniche.
Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
Risposta - Vivere in mondi diversi da quelli conosciuti sin dall’infanzia mi ha portato ad osservare ciò che si presentava ai miei occhi e contemporaneamente l’effetto che stimolava dentro di me. Oserei dire che la realtà ha svelato la direzione del mio sguardo in un doppio va e vieni: dal fuori al dentro e dal dentro al fuori. E le parole a mano a mano traducevano questa ricchezza.
Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
Risposta - Ho voluto salvare e custodire un dono che mi è stato dato e che non potevo tenere per me perché non mi appartiene. Mi spiego meglio: la magia della vita vuole esprimersi usando il linguaggio della sensibilità che lei stessa mi ha dato in regalo, colorando gli occhi e il cuore del suo mistero e della sua bellezza. Io l’ho cercata dentro di me, nel mio sentire e ho trovato le parole per esprimerla, per rendere evidente ciò che è trascurato, visibile ciò che è invisibile.
Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “UNA VALIGIA MI HA PORTATO LONTANO”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
Risposta - Isolerei tutti gli episodi che hanno avuto a che fare con la preparazione complessa del #viaggio vero e proprio, fino alla partenza da un posto e allo sbarco in un altro. E l’organizzazione della mia installazione secondo le abitudini del luogo.
Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?
Risposta - La spiritualità orientale è stata la culla della mia formazione culturale. Mi hanno particolarmente colpito la semplicità dei testi di Kabir e di Guru Nanak, mistici indiani, di Rumi maestro Sufi e l’essenzialità degli haiku dei poeti Zen. Da un punto di vista sentimentale, l’aver vissuto con un meditatore indiano per ventidue anni: due racconti parlano proprio di questa esperienza.
Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
Risposta - Ho studiato e praticato a lungo il suono delle campane tibetane come mezzo di guarigione. E ho scoperto che tenere il giusto rapporto con la parola scritta crea un orecchio musicale senza aver mai fatto musica, perché il suono di una parola vicino a un’altra o la loro lontananza, la costruzione dei suoni che così si creano danno vita a dei significati, a un senso, a un ritmo. Parole che possono entrare nel corpo energetico dell’altro, creando onde vibrazionali. Cercare la parola giusta è come mettere la spezia che mancava per dar sapore a un piatto. Le parole sono per me come spartiti musicali, mi accorgo quando hanno una nota stonata, in quelle che dico, che scrivo e in quelle che ascolto.
Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
Risposta - Decisamente i racconti di iniziazione tra maestro e discepolo, per esempio nella spiritualità zen.
Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
Risposta - Decisamente quello cartaceo, in cui posso lasciare segni del mio passaggio. Il digitale è un’esperienza nuova, ma importantissima per dare ali alla parola scritta senza costi eccessivi.
Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.
Risposta - Un rapporto di onestà, di limpidezza e di essenzialità.
Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “UNA VALIGIA MI HA PORTATO LONTANO”. se non lo avesse scritto.
Risposta - Il titolo, la copertina e la curiosità. Mi chiederei: “Cosa si porta dietro questa Savina Longhi? È una valigia leggera o una valigia pesante? E lo leggerei per capire, perché sono curiosa.
Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darci un'anticipazione?
Risposta - È uscito da poco nelle Edizioni Aletti “IL CAMMINO DELLE PAROLE”, una raccolta di poesie in ebook e in audio book lette dal Maestro Alessandro Quasimodo. Sognavo di unire prosa e poesia in una sola pubblicazione e sto preparando un libro in cui ogni racconto sarà accompagnato da una mia poesia, dal titolo. "ATTENZIONE SI SCIVOLA, TERRENO SACRO."
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📗“UNA VALIGIA MI HA PORTATO LONTANO” è un libro in duplice lingua: Italiano e Arabo. Traduzione del Prof. Hafez Haidar.
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