| ✔FRAMMENTI di Caterina Meroni
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Prefazione di Giuseppe Aletti:
La chiave di lettura delle #poesie costituenti la raccolta di #CaterinaMeroni, dall'emblematico titolo "Frammenti", ce la fornisce la stessa poetessa, giovanissima, classe 2000, che, a dispetto dell'età, vanta già uno stile marcato e riconoscibile; una lingua sincopata che esorta a soffermarsi sulle parole, poche e ridotte all'essenziale. Al frammento, appunto.
Scrive nella sua poesia-frammento, intitolata "Poesia": Semplicità di poche parole, / complessità di quello che non dicono", due brevi versi illuminanti ed esplicativi della visione poetica di Caterina, alle prese con una cifra espressiva originale, ottenuta per sottrazione di parole. Se è vero, come afferma Bukowski, che "La poesia dice troppo in pochissimo tempo, la prosa dice poco e ne impiega troppo", è altrettanto vero che l'economia di parole apre ampi spazi di interpretazione, riflessione e suggestione.
Come sostengo in un mio aforisma che cito spesso, "la poesia è comunicare per immagini". Ciò avviene in modo lampante in questi versi, dove, per esprimere i propri stati d'animo, tra i sogni di un'anima che si alimenta grazie all'energia delle parole e che, destino comune ad ogni essere umano, deve anche affrontare realtà inaridite e deludenti, la poetessa ci fornisce immagini metaforiche perlopiù visive, ma anche uditive e tattili, spesso antinomiche, che vanno a costruire un quadro nella mente del lettore e sollecitano interrogativi, considerazioni. Potremmo citare diversi esempi, ma ovviamente, per non compromettere il piacere della lettura, ne citeremo uno soltanto e riguarda la poesia "Paura dell'ignoto": "Dopo una vita nell’oscurità / Temere di perdersi / in un sole accecante", dove per affacciarsi all'orizzonte interpretativo occorre valorizzare il titolo, soffermandosi sulla parola "paura", riferita al passaggio ad una condizione sconosciuta che, sebbene sia preferibile a quella già sperimentata, costringe ad affrontare nuove difficoltà. Gli occhi disabituati, come nel mito della caverna di Platone, potrebbero essere abbagliati dalla luce e provare dolore. Un cambiamento, che potrebbe indicare metaforicamente tante sfaccettature, anche quella che si affaccia alla mia mente, che rimanda alla paura di essere felici.
Ci sono, nel libro, tanti riferimenti letterari sottesi, da cui prevale sempre una prospettiva originale: quella di uno sguardo acuto sulle cose del mondo, di chi è consapevole che la missione del poeta, portata avanti con coraggio, è restituire un disegno per orientarsi nella complessa realtà: come nei versi conclusivi della raccolta, che formano la poesia "Il miniatore di paesaggi", con questa figura simbolica che potremmo identificare anche con il poeta, per la sua missione di "Ricondurre l’immensità / In uno spazio limitato", cercando così di dare un senso alla realtà. D'altronde, ce lo aveva suggerito anche Calvino che: "La poesia è l'arte di far entrare il mare in un bicchiere".
✔✔Caterina Meroni
È nata il 23 settembre del 2000 a Erba (CO). Si è diplomata nel Luglio 2019 al Liceo Classico A. Volta di Como. Attualmente è iscritta alla Facoltà di Lettere Moderne dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Suona il violino presso l'Accademia Europea di Musica di Erba. Ha partecipato alla XX edizione del concorso Habere Artem organizzato da Aletti Editore ed è stata selezionata tra i finalisti con la poesia Foglie d'Autunno.
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