Il libro più amato da chi scrive poesie,
una bussola per un cammino più consapevole.
Riceverai una copia autografata del Maestro Aletti
Con una sua riflessione.
Tutti quelli che scrivono
dovrebbero averne una copia sulla scrivania.
Un vademecum sulle buone pratiche della Scrittura.
Un successo straordinario,
tre ristampe nelle prime due settimane dall'uscita.
Il libro è stato già al terzo posto nella classifica di
Amazon
e al secondo posto nella classifica di Ibs
✔Il sorriso della fantasia - di Antonietta Dembech
Sussurro sulle ore,
memore delle cose e di chi le decidesse.
Il tutto è lasciato al tempo.
Il viverne è tremendo.
Mesta è la mia voce.
Ne vivo la saggezza.
È di sogno ammaliatore
che s'invola a provarmi
al tasto del buon senso
Eh… via, snervati sono i polsi miei nello svariarsi
fra idee d'amore, giustizia, dignità.
Se ne ha veduta stante nei racconti di questo mio romanzo.
Antonietta Dembech è nata ad Orta Nova (FG). Pur avendo conseguito il diploma magistrale, per varie vicende personali e familiari non ha potuto insegnare. Sempre amante della letteratura e della scrittura, è autrice di testi poetici (per i quali ha ottenuto premi letterari) e di racconti. Con questo romanzo ella si pone all'attenzione dei lettori e della critica sia per una singolare ricerca e sperimentazione linguistica, che a volte diviene vera e propria invenzione, sia per la profondità dei temi e delle vicende raccontate, che rendono densa e coinvolgente la lettura. Il tema fondamentale del libro è quello della violenza fisica o psichica, subita da tanti bambini e adolescenti, che traumatizza e segna per sempre la loro vita. Come scrive l’autrice in un punto del libro: “Sul volto della ragazza vi sono ancora i segni della tristezza e del dolore provati. Essi pulsano nelle tempie di mamma e le riempiono il cuore.” E su questo tema Antonietta Dembech aggiunge: “Il nostro tempo, ovvero il tempo dell'umanità tutta, l'abbiamo perduto. Siamo i bambini del mondo. Siamo le vittime di sfruttamento e abusi. Siamo i bambini di strada. Siamo i figli della guerra. Siamo le vittime e gli orfani dell'AIDS. Ci viene negata una buona scuola e una buona assistenza medica. Siamo bambini le cui voci non vengono ascoltate: è ora di prenderci in considerazione.”