 | Topinamour dispensa poesia fin dal titolo, che suggerisce una lettura poetica della natura nascosta delle cose del mondo, quella che più sfugge all’uomo dei nostri giorni, distratto e frettoloso, ma non a Chiara Maggioni, abituata spontaneamente a vivere nei tempi lunghi e nelle pieghe di senso che la realtà offre come spunti, qua e là. Il titolo, infatti, è un gioco di parole - uno dei tratti che caratterizza l’intero libro - ed invita a soffermarsi sulla pianta di Topinambur, il cui nome scientifico, Heliantus, deriva dal greco, sole (helios) e fiore (anthos), in riferimento all’eliotropismo, la tendenza di alcune piante a rivolgere sempre il capolino verso il sole. È una pianta molto vitale, quasi infestante, come le parole che si infiltrano nel lessico di Chiara Maggioni e lo contaminano, lo fanno fiorire, gemmare nel significato, gettare radici profonde dentro chi lo sa cogliere. Ed è anche una pianta che predilige i terreni umidi e conquista con facilità gli spazi vicini ai corsi d’acqua, proprio l’humus nel quale l’autrice è cresciuta, nella Bassa Mantovana, tra gli argini e le rive del Po. Ed è poi una radice con alti valori nutrizionali, sebbene semplice e comune nel suo attecchire, simile nell’aspetto ad un’umile e nobile patata, ma in grado di saziare chi se ne ciba. Topinamour però non si ferma a questa metafora botanica. L’autrice vuole suggerire uno stretto rapporto tra la radice nascosta delle cose ed il frutto aereo della pianta; tra l’essere sopra, all’apice delle emozioni, e sotto, nel fondo, all’origine dell’infiorescenza, in una dialettica costante tra l’alto e il basso, l’ascesa e la discesa nei sentimenti (Top-in-Amour). Così si accede all’altro livello nascosto dell’opera della Maggioni. Il libro è un invito ad entrare nel suo laboratorio alchemico, nel quale l’autrice indossa un candido camice da apprendista stregona, intenta a mescolare parole che reagiscono una con l’altra, dando vita a significati altri da sé, dotati di vita propria. Come in una “Fantasia” disneyana, con un sottofondo da “Danza delle Ore” di Ponchielli, ballano gli ippopotami in tutù, si animano le scope portatrici d’acqua e si coglie lo stupore di Topolino di fronte a ciò che non riesce più a controllare; così Chiara Maggioni dà forma poetica a storie e personaggi che iniziano a danzare da soli, nella sala da ballo aperta dalla poesia; si lascia guidare dalle parole, animate dal soffio vitale che lei stessa ha insufflato loro, le segue negli slittamenti semantici, nel trambusto generato dal loro incontro-scontro, in una cabala poetica che spalanca la porta ad altri mondi, in fondo accessibili ad ognuno di noi.
***
Chiara Maggioni, classe 1981, è nata e cresciuta nella Bassa Mantovana, tra le campagne e gli argini del Po.
Dopo il liceo si trasferisce a Reggio Emilia, dove si laurea in Scienze della Comunicazione nel 2006.
In seguito, ha dedicato le sue energie nell’ambito del marketing e della comunicazione presso importanti realtà aziendali.
Coltiva da sempre la poesia e la scrittura e nel tempo ha partecipato a vari concorsi nazionali, ottenendo dei riconoscimenti. Ha pubblicato con E. Lui, Demito e Aletti Editore.
Questa è la sua prima raccolta poetica.
Collana Gli Emersi - Poesia
pp.60 €12,00
ISBN 978-88-0591-0483-4
Diventa nostro amico su facebook
http://www.facebook.com/alettieditore
Seguici su twitter
http://www.twitter.com/alettieditore
|