| Sono sempre più rari e affascinanti quei libri che custodiscono intatto il sapore della vita. I ritmi dell’esistere e del pensare. La raccolta dei dodici racconti di Abraham B. Yehoshua, pubblicata da Einaudi nella bella traduzione di Alessandro Guetta e Alessandra Shomroni per la collana dei Tascabili, fa parte di questa categoria esemplare.
Dodici brillanti vicende che ripercorrono l’iter creativo del maggiore scrittore israeliano contemporaneo, oltre a delineare un coinvolgente campionario di umanità e situazioni.
Le storie, evocate col rispetto tipico di chi ha imparato a penetrare il quotidiano di personaggi ed eventi, rimettono in discussione momenti di una delicata inquietudine. Di un sublime scoramento. La solitudine individuale davanti al mistero del destino; la rabbia di una diversità puntualmente ignorata se non addirittura offesa e umiliata; il rancore inassopito di passioni non corrisposte, interrotte, ripudiate; la bellezza acre e impetuosa di creature fragilissime, bisognose di conferme, colte sul limbo grottesco delle proprie idiosincrasie.
C’è ancora la bellezza, la leggerezza, la grazia naturale e il candore che ritroveremo, in un successivo e più maturo momento, nelle pagine de “L’amante” di “Cinque Stagioni”, di “Un divorzio tardivo”. O, più semplicemente, nei tortuosi meandri esistenziali de “Il Signor Mani”. Il talento di Yehoshua è riconoscibilissimo fin dalle prime battute e ci insegna ad affrontare la vita senza deleghe e rimpianti. È l’attenzione alle piccole cose di ogni giorno, il modo raffinato con cui la luce del dire affonda situazioni e paesaggi, quello che qualche nostro critico eccellente ha definito come «il dono di non arrendersi dinnanzi a nessuna piega dell’animo umano; questo dono straordinario di accogliere ogni sentimento e parola; questo dono di “dire tutto” senza mai cadere nel sentimentalismo, nella retorica, nell’autocommiserazione dei sentimenti e nel compiacimento».
Probabilmente queste storie non possiedono ancora la pienezza dei futuri romanzi, ma costituiscono delle schegge di risonante perfezione formale, dei frammenti riusciti di un discorso più ampio. Il lettore che si abbandonerà ad essi senza riserve, sicuramente non si pentirà per aver dato ascolto al nostro suggerimento. Magari avrà anche la fortuna di riconoscersi in stati d’animo e suggestioni che gli appartengono da sempre. È così che la scrittura avrà rinnovato il suo miracolo: quello di aggiungere vita alla vita, portando più luce dove la luce vacilla, in un crescendo baluginante e minaccioso che rischia di naufragare ogni risorsa di speranza.
(Recensione a cura di Luigi La Rosa)
pp. 474
€ 13,00
ISBN 9788806181857
Traduzione di Alessandro Guetta
Traduzione di Alessandra Shomroni
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